Aldo Olivieri (San Michele Extra, 2 ottobre 1910 – Lido di Camaiore, 5 aprile 2001) è stato un fenomenale portiere nel periodo d'anteguerra, celebre per aver vinto il titolo mondiale nel 1938. Di quella squadra era il penultimo ad essere sopravvissuto: l'ultimo componente recentemente scomparso è Pietro Rava. Un altro grande audacino. Immenso.
Esordì nella stagione 1929-30 nel Verona in serie B, passando al Padova nel 1933-34. Lì giocò soltanto otto gare, poiché durante un'azione di gioco, un'uscita spericolata su un attaccante gli causò la frattura del cranio. Dopo appena un'anno di convalescenza e contro il parere dei medici, Olivieri andò a giocare nella Lucchese nella serie cadetta riuscendo a conquistare una promozione in serie A con la squadra toscana, dove vi rimase 4 stagioni e dove si fece notare dal CT della nazionale Vittorio Pozzo. Poi nella stagione 1938-39 arriva al Torino chiamato da Egri Erbstein, che lo aveva allenato già a Lucca e che ebbe modo di apprezzare il suo carattere (schivo, taciturno ed introverso) e il suo coraggio nelle uscite (entusiasmava la platea con voli spettacolari), uno stile che gli valse il soprannome di "Ragno Nero", che più tardi sarebbe stato dato a Fabio Cudicini.
Nella squadra granata Olivieri giocò cinque campionati per un totale di 113 partite, prima di passare al Brescia dove chiuse la carriera in Serie B nella stagione 1942-43, dove giocò 32 partite. Ma la fama di Olivieri è data naturalmente dal fatto che fu il portiere titolare della nazionale italiana campione del mondo nel 1938 in Francia, sotto la guida esperta di Vittorio Pozzo, sostituendo il titolare di quattro anni prima, Giampiero Combi. In nazionale debuttò il 15 novembre 1936 nella gara con la Germania pareggiata 2-2 e giocò 24 partite alle quali bisogna aggiungerne 3 con la nazionale "B".
Nel dopoguerra tentò la carriera di allenatore, anche con Inter e Juventus, ottenendo buoni risultati. È morto a 90 anni in Versilia, dove si era ritirato da tempo.