Le Leggende
Mario Corso

  Inizia la carriera nell'Audace San Michele, quindi viene scoperto dall'Inter, dove si trasferisce nel 1958 insieme a Mario Da Pozzo, in una operazione di contorno a Claudio Guglielmoni che veniva considerato il vero talento. Nell'Inter giocò come centrocampista, vinse 4 scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Disputò in totale 502 partite, segnando 94 gol. In quegli anni mise a punto la cosiddetta punizione a foglia morta e fu adorato dai tifosi e dal presidente Angelo Moratti (un po' meno dall'allenatore Helenio Herrera).

Era soprannominato il "Piede Sinistro di Dio" o anche "Mandrake". Pelè, che lo voleva al Santos, disse un giorno: «Con lui saremmo imbattibili».

La sua ultima partita con l'Inter fu Inter – Juventus 1 – 1, del 17 giugno 1973. L'anno successivo giocò nel Genoa, dove concluse la carriera nel 1975.

In nazionale collezionò un totale di 23 presenze.

Successivamente, segue a Coverciano il supercorso per allenatori, che termina nel 1977. Allenò inizialmente la primavera del Napoli (1978-79), quindi il Lecce ed il Catanzaro. Successivamente, torna all'Inter e ne allena le squadre primavera. Nel 1985-86, il presidente Pellegrini lo chiama ad allenare la prima squadra, al posto di Ilario Castagner.

Oggi è osservatore per l'Inter.