Biroli ha scelto l'Audace e per lei si sdoppia: Mister e Responsabile dei Giovani. 
Vedi, a volte il cuore.
Parla per te, ti lancia messaggi.
Ti fa pensare a quanto sia stato importante è bello il tuo passato.
Colori che finiscono sulla pelle, il rosso e il nero. 
Una porta mai chiusa perché prima o poi il richiamo alle origini, ai tanti ricordi e successi sono determinanti per cambiare rotta e virare di nuovo verso casa: l'Audace San Michele.
Più che una casa è una famiglia dove il calcio ha lanciato i primi campioni già nel 1922, data di nascita. Ed è in questa società  che Matteo Biroli, 110 kg di simpatia e passione per il calcio, ha voluto ritornare dopo tre anni. Tre stagioni ad allenare le giovanili con successo, sotto l'ala protettiva di Adriano Zuppini, Matteo Corradini e del maestro Olindo Filippi, triade dirigenziale della Virtus Vecomp. Un ritorno, per questo ex portiere, agile a dispetto del possente fisico, che in una stagione ha parato ben 8 calci di rigore, addirittura 2 nella stessa giornata. Biroli è rientrato con molto entusiasmo all'Audace con in tasca un bel progetto e con dei precisi obiettivi, un programma mirato alla valorizzazione dei giovani, scegliendo tecnici validi per questo percorso formativo. Sarà la sua una presenza quotidiana sul campo per verificare i programmi addestrati, gli allenamenti e le gare di campionato. 
Al suo fianco uno staff di dirigenti e collaboratori appositamente scelti per queste finalità. Un Biroli a tempo pieno all'Audace, che sarà non solo il responsabile tecnico di tutto il settore giovanile, ma sarà anche il mister della Prima Categoria. Un cammino che si rimette in moto da dove si era concluso. Perché Biroli, all'Audace ha raggiunto tappe importanti, dai primi calci con questa maglia fino ad ricoprire il doppio ruolo di allenatore nelle giovanile e contemporaneamente giocatore in categoria, quando ha smesso di giocare ha allenato la Prima Categoria e in quel periodo è stato anche presidente. Un personaggio che sa dunque come muoversi in questo calcio dilettante e giovanile, nonostante abbia solamente 32 anni.
Un viaggio non facile. E il ritorno all'Audace gli porta responsabilità, ma allo stesso tempo la consapevolezza di avere tra le mani il club che ama e che sempre gli ha restituito amore.

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